Tachicardia sinusale, fame d'aria e fiatone

Il mio caso è sorto quasi 10 anni fa con delle crisi di tachicardia sinusale sui 140/160 bpm; mi capita spesso nel bel mezzo della notte, intorno alle 5:00 di mattino, di svegliarmi di colpo; all'improvviso mi si aprono da soli gli occhi e alzandomi mi comincia a galloppare il cuore all'impazzata per poi rallentare dopo 20/30 minuti.
Voglio ben precisare che prima della prima crisi ero un fumatore e facevo uso anche di cannabis in modo esagerato, ma dopo i miei primi malori ho subito smesso.
Mi sono sempre sottoposto a visite cardiologiche tra cui:
Elettrocardiogramma, holter, ecocolordoppler e da queste analisi non è mai risultato nulla di particolare, solo alcuni casi di tachicardia sinusale e qualche extrasistola sopraventricolare (la media di tre nell'arco delle 24 ore) a seguito di stress emotivo.
Ho chiesto molte volte al mio cardiologo di fiducia la prova da sforzo, ma lui me l'ha sempre negata dicendomi che la mia è solo ansia, e deve essere curata solo con ansiolitici, (assumo 1 mg di xanax al di') ed oggi a distanza di 10 anni, (faccio i controlli cardiologi ogni anno) mi dice sempre le stesse cose (che è tutto dovuto ad ansia, depressione ecc.) però mi ha prescritto dei betabloccanti con precisione il CONGESCOR 1,25 mg.
La mia domanda è:
se la tesi è quella che non ci sia "nessuna malattia a livello cardiologico" perchè il medico mi dice di prendere dei betabloccanti?
Perchè non vuole sottopormi a elettrocardiogramma da sforzo?
Da quello che dice e dai risultati degli esami, penso di essere d’accordo con il suo cardiologo.
La prova da sforzo potrebbe essere fatta, ma non penso che dia informazioni ulteriori.
La terapia con il betabloccante è corretta, in quanto Lei è “sintomatico”, in altre parole Le da fastidio sentire il cuore che batte veloce. Quindi il farmaco che Le permette di controllare la frequenza cardiaca dovrebbe ridurre questa sintomatologia. Inoltre il dosaggio è veramente basso.
Prof. Maurizio Volterrani, IRCCS San Raffaele Pisana