Cardio, la prevenzione e i controlli riducono il rischio

Diversi studi dimostrano che il rischio cardiovascolare è reversibile e la riduzione dei livelli dei fattori di rischio porta a una riduzione degli eventi e della loro gravità. Inoltre, alcuni di questi fattori, sono comuni per infarto e ictus e sono modificabili attraverso corretti stili di vita e, dove necessario sotto prescrizione medica, attraverso un’appropriata terapia farmacologica.

In Italia i tassi di mortalità per cardiopatia coronarica hanno avuto un calo  a partire dalla metà degli anni ‘70, e nel 2000 si sono registrate 42.930 morti coronariche in meno (24.955 negli uomini, 17.975 nelle donne). Circa il 40% di questa diminuzione è dovuto ai trattamenti specifici, principalmente per lo scompenso cardiaco (14%), e terapie in prevenzione secondaria dopo un infarto del miocardio o una rivascolarizzazione (6%). Circa il 55% è invece dovuto ai cambiamenti nei maggiori fattori di rischio cardiovascolare nella popolazione italiana, principalmente la riduzione della pressione arteriosa (25%) e della colesterolemia totale (23%). Per contrastare le patologie cardiovascolari occorre seguire programmi di prevenzione. Un check-up utile dovrebbe prevedere una visita cardiologica con un ecocardiogramma e un ecocolordoppler accompagnati costantemente da una dieta equilibrata e attività fisica. Gli obiettivi da porsi restano quelli di limitare le complicanze in coloro che hanno già subito un evento; rallentare il processo di cronicizzazione e favorire il recupero del cardiopatico e del paziente con esiti di infarto e ictus.

http://www.poliambulatorisanraffaele.it/it/news/ottobre-con-sr-cardio/

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