Ho tutte le opere di Maria Luigina , sono bellissime quelle che raccontano della viti dei paesi in Irpinia e quelle che raccontano l'emigrazione al nord , spero che abbaiano la diffusione che meritano
La scrittura come terapia: una poetessa al San Raffaele Cassino
Pubblicato il 15 febbraio 2012
Maria Luigia Cipriano è una poetessa e una scrittrice, autrice di testi teatrali e vincitrice di premi letterari.
Un po’ della sua poesia l’ha portata al San Raffaele Cassino, nel Centro di diagnosi e cura del Parkinson, malattia con la quale convive da oltre 15 anni.
Maria Luigia è originaria dell’Irpinia, terra bella, martoriata e sofferente e, con la sofferenza, Maria Luigia ha un rapporto di familiarità: per la sua esperienza con la malattia di Parkinson e per quella vissuta con un altro male, il cancro.
E da questa esperienza, in particolare, è nata una raccolta di poesie – "In via Confine" - , i cui proventi sono stati devoluti all’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro).
La scrittura è la sua terapia, la sua arma contro il male, la sua ragione di vita.
Della sua esperienza – tutt’ora in corso – al San Raffaele Cassino, Maria Luigia racconta volentieri e con parole non solo di stima e di apprezzamento per la qualità e l’efficacia delle cure riabilitative ma anche e soprattutto di affetto e di riconoscenza nei confronti di tutto il personale che l’ha assistita: la Dottoressa Francesca De Pandis, – “una donna in gamba, un medico e, soprattutto, una persona eccezionale” – i fisioterapisti, gli infermieri – gli operatori tutti.
Maria Luigia ha portato le sue parole, i suoi versi all’interno della Struttura di Cassino, facendone dono a tutti, quotidianamente, perché – ci dice - “non ho mai avuto l’impressione di essere in una struttura di cura, mi sono sentita veramente a casa e ho sentito sempre di poter essere me stessa, anche durante il ricovero ho continuato a scrivere”.
Maria Luigia – con altri pazienti della Struttura – ha partecipato ad un protocollo di sperimentazione che ha introdotto la pratica del Tai-Chi – una antica disciplina orientale – nella cura dei pazienti parkinsoniani.
Si tratta di una pratica, come ci spiega la Dott.ssa De Pandis, che ha molti fondamenti in comune con le tecniche di riabilitazione motoria normalmente utilizzate: la ricerca dell’equilibrio sia fisico che mentale, l’attenzione e la concentrazione sui singoli movimenti necessari a creare della figure armoniose.
“E’ stata una esperienza molto stimolante per tutti i pazienti” – continua la De Pandis – "e in particolar modo per Maria Luigia che ha utilizzato la sua vena letteraria per mettere per iscritto le sue impressioni sui benefici fisici e mentali di questa pratica, facendosi così interprete e portavoce di tutti i pazienti che hanno partecipato alla sperimentazione”.
“La terapia del Parkinson” – conclude la Dott.ssa De Pandis – “passa anche e soprattutto attraverso la creazione di un ambiente “familiare” per il paziente; il rapporto umano non solo è fondamentale per il processo terapeutico ma può diventare anche, come in questo caso, un’occasione di crescita e di arricchimento per coloro che sono coinvolti, a vario titolo, nella cura del paziente. La sensibilità e la poesia della Signora Cipriano sono stati, in questo senso, una terapia anche per noi.”.
Per un sorso di luce
Aria spruzzata di mammole e viole.
Indugio alla finestra
per respirare rosa
e per una tregua al mio giorno senza posa.
Mi calo,
serena,
nella culla dell'infinito ove s'addormenta la tempesta quotidiana.
All'improvviso, uno sparo...
Sgomenta mi desto.
Sanguina l'ala impallinata
della bianca colomba che ha lasciato il nido
per bere un sorso di luce.
Corre corre, felice e ansante il carnefice
alla zolla purpurea ove la sua piccola preda giace.
Innocenza violentata...
S'autunna il mio cuore,
e serro la finestra alle dolcezze della sera
del mite aprile.
(Maria Luigia Cipriano)
complimenti è davvero bellissima, si sente tanto sofferneza, quanto tanta voglia di rinascere di nuovo alla vita. Ammetto la mia ignoranza , perchè è la prima volta che sento parlare di maria luigia Sicuramente da domani leggerò qualcosa di maria luigia. Grazie
conosco bene quelle sensazioni , quei sentimentii descritti in forma aulica nella poesia .. la finestra che viene serrata sulla luce e la dolcezzza della natura e il ritorno alla sofferenza è una immagine molto forte che lascia un senso di tristezza , di cruda consapevolezza che la malattia va avanti e ci porta via dalla bellezza dellka vita quella stessa che la malattia ,verosimilmente ,ci ha fatto apprezzare !
una tregua al mio giorno senza posa è la frase che più mi è rimasta dentro perchè è proprio cosi lui ti fa sempre compagnia una compagnia talvolta discreta talvolta fastidiosa (dipende tutto dalla durata della terapia ) e poi impari a convivere con mister P (per dirla alla Lauzi )ed impari ad apprezzare la vita anche con lui al tuo fianco
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mi piace molto, le tue parole sono immagini reali......"s'autunna il mio cuore"è il verso che mi ha più colpito. brava!