Un viaggio affascinante nella storia della nutrizione umana nel nuovo libro del Prof. Rotilio.

Il migratore onnivoro, questo il titolo del nuovo libro del Prof. Giuseppe Rotilio, uscito il 14 giugno.

Una storia e geografia della nutrizione umana scritta da un esperto del settore: il Prof. Rotilio è ordinario della cattedra di Biochimica presso l’Università di Tor Vergata e Presidente del Corso di Laurea in Scienze della Nutrizione umana nella medesima Università.

E’ inoltre presidente del Comitato Tecnico Scientifico dell’IRCCS San Raffaele Pisana e Rettore dell’Università Telematica San Raffaele. Ed è al San Raffaele che lo incontriamo per farci raccontare qualcosa di più del suo libro.

 

Il migratore onnivoro, un titolo davvero particolare. Ci spiega come nasce?

La storia della nutrizione è un viaggio affascinante che consente di scoprire un nuovo volto della storia umana. Già in passato, in collaborazione con altri autori, avevo scritto un libro sulle abitudini alimentari degli uomini preistorici. Sono ritornato sul tema, su richiesta dell’editore Carocci, perché credo che sia importante per tutti noi capire come nel tempo le nostre abitudini alimentari sono cambiate. L’uomo è per sua essenza un migratore: nei secoli ha sviluppato la capacità di adattare la propria nutrizione in risposta alle risorse alimentari presenti in ambienti diversi.
Da qui il suo essere onnivoro, e da qui il titolo del libro...il migratore onnivoro.

 

Qual è lo scopo del libro?
In primo luogo uno scopo didattico-scientifico. Il racconto storico è il mezzo per dare consigli su come raggiungere una corretta alimentazione, così da evitare o comunque tenere sotto controllo tutte le malattie a base nutrizionale che oggi affliggono milioni di persone. Parliamo di diabete, ipertensione, obesità... La parte storica è sempre inframmezzata con esempi concreti per “raccontare” cosa può succedere quando si assume uno  stile alimentare non corretto.

 

 

Il libro può avere una importanza pratica per la riabilitazione nell’ambito nutrizionale?
Assolutamente si. La riabilitazione nutrizionale studia il metabolismo della persona per capire quali geni sono predominanti. Se una persona mangia tantissimi carboidrati e non ingrassa mentre un’altra ne mangia pochissimi ma ingrassa ci troviamo di fronte a due metabolismi diversi, e la differenza è su base genetica.
E’ importante tener conto di questi fattori perché non può bastare solo la ricerca empirica. Studiare l’esperienza storico – nutrizionale di una popolazione è fondamentale per comprendere le basi genetiche del metabolismo umano.


Quale impatto può avere la riabilitazione nutrizionale nell’ambito della ricerca?
Presso l’IRCCS San Raffaele Pisana effettuiamo attività di ricerca sulle molecole che controllano il rapporto tra l’adattamento umano all’ambiente e le sue conseguenze sull’alimentazione.
Ci sono molecole ereditate da millenni di adattamento che si mettono in moto nel momento in cui introduciamo determinati alimenti nel nostro organismo, e cercano di distribuire i nutrienti e l'energia in maniera opportuna fra i vari tessuti, indirizzandoli ad esempio verso l'attività muscolare invece che verso l'accumulo di grasso.
Questo tipo di ricerca è  fondamentale per lo sviluppo di farmaci idonei in caso di malattie a base nutrizionale e consente un intervento mirato.

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