BPCO: la malattia fantasma di cui nessuno parla
Pubblicato il 20 febbraio 2013
Colpisce 3,5 milioni e mezzo di italiani e secondo gli esperti nei prossimi 8 anni diventerà la terza causa di morte al mondo. Eppure la Broncopneumopatia Cronico Ostruttiva, meglio nota come BPCO, sembra essere una malattia sconosciuta ai più.
«La BPCO è una patologia dell’apparato respiratorio che racchiude in sé diverse malattie come la bronchite cronica, l’enfisema polmonare e l’asma cronica». Ci spiega il Prof. Franco Pasqua, responsabile del reparto di riabilitazione respiratoria del San Raffaele Montecompatri e membro del consiglio nazionale dell’AIPO, l’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri.
«Nonostante la forte diffusione sembra di essere di fronte ad una malattia fantasma: nessuno ne parla, i media la ignorano» lamenta il prof. Pasqua, «eppure le conseguenze in caso di un quadro clinico compromesso possono essere tragiche».
La malattia si manifesta con tosse spesso cronica, più intensa al mattino e caratterizzata dalla produzione di muco, dispnea e rumori broncostenotici come fischi e sibili, indicativi di una ostruzione delle vie aeree.
«La BPCO è un male difficile da individuare in quanto i primi sintomi, tosse, catarro, difficoltà respiratorie, spesso vengono sottovalutati perché ritenuti una conseguenza del tabagismo, dell’invecchiamento o di semplici colpi di freddo». – argomenta il medico - «Il paziente tende a rivolgersi ad uno specialista solo in seguito ad episodi di riacutizzazione della malattia, quando il quadro clinico è oramai irrimediabilmente peggiorato con conseguente generale compromissione della qualità di vita».
Spesso l’ospedalizzazione diventa obbligata e, nei casi più gravi, è necessario il ricorso all’ossigenoterapia e alla ventilazione meccanica.
«Non tutti sanno che chi soffre di BPCO può trarre giovamento dalla riabilitazione respiratoria. – precisa il Prof. Pasqua – La terapia riabilitativa oltre a migliorare la qualità della vita, la dispnea e la tolleranza allo sforzo, determina anche un notevole risparmio di risorse sanitarie perché riduce le riacutizzazioni e le conseguenti ospedalizzazioni».
La riabilitazione è anche l’unica strada per ridurre tasso di mortalità ospedaliera: circa l’11% quello relativo alle patologie respiratorie croniche, addirittura superiore a quello dell’infarto.
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