Betabloccanti

Sono una ragazza di 29 anni da circa 9 anni faccio uso di betabloccante per tachicardia ed extrasistole. ora sono in cura con il dilatrend 6,25 (1 pastiglia al giorno) e mi trovo bene apparte la pressione bassa che mi da problemi soprattutto con il caldo. Vorrei porle una domanda o meglio una curiosità sto pensando ad un eventuale gravidanza,naturalmente credo che il farmaco va interrotto soprattutto per i primi mesi, l'interruzione del farmaco a basso dosagio come il mio deve avvenire gradatamente come tutti i betabloccanti? O puo essere interrotto anche cosi "all'improvviso",come mi ha suggerito il mio medico di base?
Innanzitutto mi permetta di dire che la terapia è abbastanza singolare . Il carvedilolo ha una emivita di 8-10 ore per una unica somministrazione non La copre di sicuro per le 24 ore , inoltre il dosaggio è basso per cui è probabile che una sospensione non modificherà la situazione. Esistono inoltre altri farmaci betabloccanti ( sotalolo) che non interferiscono sulla pressione.
Comunque la sospensione graduale è sempre consigliata.
Infine per la gravidanza, meglio sentire dal suo ginecologo, ma soprattutto, pensando che il farmaco sia sconsigliato come tutti i farmaci del resto , amche se privi di effetti collaterali sul feto, solo per la mancanza di dati al proposito, lo senta solo se il betabloccante sia indispensabile.
Sempre relativamente alla gravidanza è bene precisare che:
Esistono studi che attestano che la somministrazione di questi farmaci (specie quelli privi di attività simpatico-mimetica intrinseca) in gravidanza potrebbe ritardare lo sviluppo intrauterino del feto (link),così come esistono studi più recenti che escludono ciò, specie quando usati per brevi periodi (<6 settimane) durante il terzo trimestre (link).In ogni caso, i dati disponibili non sono sufficienti ad escludere effetti avversi sconosciuti dell'uso iniziale o prolungato dei beta-bloccanti in gravidanza. Bisogna però evitare l'uso dell'atenololo, beta-bloccante cardioselettivo, all'inizio della gravidanza, poiché determina una significativa riduzione del peso dei nascituri in confronto al placebo e ad altri agenti antiipertensivi (link).Questo effetto dipende dalla durata della terapia (link).
Prof. Maurizio Volterrani, IRCCS San Raffaele Pisana