Il Carosello del San Raffaele Viterbo tra le stelle dell’equitazione mondiale al Circo Massimo

La magia della riabilitazione equestre tra i protagonisti della serata inaugurale del Longines Global Champions Tour 2021

Dopo lo stop di un anno, dovuto alla pandemia, il Carosello del San Raffaele Viterbo è di nuovo fra i protagonisti della nuova edizione del Longines Global Champions Tour per rinnovare la magia dello sport che “va oltre” e travalica le diversità.


I ragazzi normodotati e disabili del Carosello del San Raffaele Viterbo si sono infatti esibiti nella prima delle due serate inaugurali della tappa romana della competizione internazionale. Ancora una volta uniti in un suggestivo e significativo spettacolo, in occasione della loro 6ª partecipazione alla competizione, che si fa testimone del ruolo sociale del cavallo e dell’equitazione e che consacra ogni anno l’importanza della riabilitazione equestre, confermandosi fiore all’occhiello della struttura viterbese. Un momento particolare per la competizione ippica mondiale, che ha visto in campo una squadra perfettamente sincronizzata nella realizzazione delle figure, che compongono lo spettacolo, in sella ai biondi Haflinger, allevati e addestrati nel Centro Equestre San Raffaele Viterbo, che si sono dimostrati particolarmente adatti ai percorsi riabilitativi.


La metodologia di lavoro del Centro Equestre è volta a favorire l’integrazione tra gli utenti del Centro di Riabilitazione San Raffaele Viterbo e gli esterni normodotati che frequentano abitualmente la struttura, in un lavoro comune: imparando infatti a gestire l’animale si impara così anche a gestire il rapporto con gli altri. Una volta saliti a cavallo, si è un binomio composto da due esseri diversi che collaborano e che devono capirsi per raggiungere insieme degli obiettivi gratificanti per entrambi”, ha affermato il Dr. Piergiorgio Guidorzi, Direttore Sanitario del San Raffaele Viterbo. “I pazienti possono raggiungere così un buon livello sia dal punto di vista della tecnica equestre sia dell’autonomia personale e sociale, partecipando alle trasferte in tutta Italia alla pari dei loro colleghi normodotati.


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