Quando l’integrazione sociale passa anche attraverso il calcio: una realtà al San Raffaele Viterbo

Lo sport che riabilita, non solo il corpo ma anche la mente e lo spirito: è il fulcro del progetto di calcio integrato che vede impegnati, da ormai quattro anni, pazienti afferenti al servizio semiresidenziale e residenziale del San Raffaele Viterbo. Un lavoro quotidiano e importante, quello che vede protagonisti gli ospiti della struttura tra allenamenti giornalieri e incontri con squadre di associazioni esterne, che fornisce occasioni importanti di svago e di integrazione sociale e che permette di far acquisire competenze, non solo psicomotorie ma anche e soprattutto psicosociali, che costituiscono il giusto completamento di una attività riabilitativa strutturata e continuativa.


 “Tra gli obiettivi a breve termine del progetto infatti non c’è solo lo sviluppo e il miglioramento delle abilità di coordinazione motoria ma anche delle competenze relazionali dei ragazzi coinvolti, sia per quanto riguarda il rispetto delle regole, degli orari, della turnazione in campo, sia per ciò che concerne l’incoraggiamento di un sano spirito agonistico, nel rispetto reciproco e nella condivisione di un interesse comune”, afferma la Dott.ssa Paola Marinaro, psicologa e responsabile del Servizio Disabile Adulto del San Raffaele Viterbo.


La creazione del gruppo di lavoro ha portato nel tempo buonissimi risultati tanto da avviare quest'anno una collaborazione con l'allenatore Massimo Baggiani della Fundación Real Madrid Clinic, la fondazione del famosissimo club spagnolo, che promuove in tutto il mondo valori sportivi, sociali e culturali così come numerosi progetti in ambito sportivo. Attualmente vengono effettuati regolarmente due allenamenti interni settimanali, nel rispetto delle normative anti COVID-19, integrando i pazienti del servizio semiresidenziale e di quello residenziale. L'entusiasmo dei ragazzi coinvolti ha spinto il Dott. Massimo Bianchi, referente dell'attività e l'allenatore Baggiani a individuare squadre esterne del territorio disponibili a ospitare incontri di calcio integrato, per unire allo sport l'obiettivo dell'inclusione sociale da sempre perseguito dalla struttura viterbese.


“C’è volontà di organizzare presto un torneo primaverile con squadre del territorio, strutturato con incontri esterni e interni alla struttura, al fine di favorire non solo l’integrazione ma una miglior conoscenza della disabilità e delle potenzialità dei nostri ragazzi così da superare preconcetti e pregiudizi ancora spesso causati soltanto dalla distanza”, conclude la Dott.ssa Marinaro.


Lo sport non solo come simbolo ma come concreta opportunità di solidarietà

Lo scorso sabato, presso lo Stadio Comunale di Celleno, si è svolta la “Partita del cuore” per la pace in Ucraina tra la squadra del San Raffaele Viterbo e il Gruppo Sportivo Solidale, alla presenza di Piero Bignotti, Presidente del Celleno Calcio; Riccardo Bonucci, fratello del capitano della Nazionale Italiana che ha preso parte all’incontro come giocatore della  squadra avversaria; Alessandra Troncarelli, Assessore Regionale alle Politiche  Sociali Welfare Beni Comuni ASP, che ha pronunciato il discorso di benvenuto e dato il calcio d’inizio: "ringrazio tutti coloro che hanno lavorato per l'organizzazione della partita del cuore. È un gesto importante e rappresentativo di come i valori di fratellanza, pace e solidarietà possano caratterizzare il nostro stare insieme. Da sempre lo sport rappresenta uno strumento di inclusione sociale capace di trasmettere un messaggio di rispetto ma anche di svago e divertimento. In questo momento di grande difficoltà non possiamo che stringerci intorno al popolo ucraino per garantire sostegno e assistenza, con la speranza che presto possa tornare la pace".

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